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Pompa di calore Midea o Clivet con Shelly: controllo locale via Modbus RTU

Shelly pubblica una soluzione per controllare pompe di calore Midea e Clivet compatibili via Modbus RTU. Vediamo requisiti, limiti e possibili automazioni.

Controllare una pompa di calore con Shelly senza passare necessariamente dal cloud del produttore è possibile, almeno con alcuni modelli Midea e Clivet compatibili.

Shelly ha infatti pubblicato una soluzione ufficiale che utilizza una connessione RS-485 con protocollo Modbus RTU per portare in Shelly Smart Control temperature, stato di funzionamento, acqua calda sanitaria e alcuni comandi della pompa di calore.

Non è però una soluzione universale: non basta che sulla macchina ci sia scritto Midea o Clivet. La compatibilità dipende dal controller installato e soprattutto dalla sua mappa dei registri Modbus.

Vediamo quindi come funziona, cosa serve e quali sono i limiti da conoscere prima di collegare qualsiasi cavo.

Come funziona la soluzione Shelly per le pompe di calore Midea e Clivet

La soluzione utilizza un dispositivo Shelly Pro compatibile insieme al Shelly Pro Modbus Add-on.

Il collegamento con la pompa di calore avviene tramite bus RS-485, mentre uno script Shelly si occupa di leggere e, quando abilitato, scrivere i registri Modbus previsti dal controller.

Il punto importante è che Shelly non sostituisce l’elettronica della pompa di calore.

Il controller originale continua infatti a gestire le funzioni critiche del sistema, come:

  • compressore;
  • priorità operative;
  • ciclo di sbrinamento;
  • protezioni;
  • logiche interne della macchina.

Shelly lavora invece a un livello superiore: legge le informazioni disponibili e invia esclusivamente i comandi supportati dal profilo Modbus.

È un approccio particolarmente interessante in domotica perché consente di integrare la pompa di calore senza bypassarne le logiche di sicurezza originali.

Quali pompe di calore sono compatibili?

Qui serve particolare attenzione.

Lo script pubblicato da Shelly è progettato per una mappa registri compatibile con la piattaforma Midea R32 / 171H120F, con la zona 1 configurata per il controllo della temperatura dell’acqua in mandata.

In pratica, sono potenzialmente compatibili:

  • pompe di calore aria-acqua Midea R32 con il controller e la mappa registri previsti;
  • pompe di calore Clivet basate sulla stessa piattaforma Midea R32;
  • eventualmente altri prodotti basati sulla stessa piattaforma, ma solo dopo aver verificato la corrispondenza dei registri.

Non bisogna quindi considerare automaticamente compatibile qualsiasi pompa di calore Midea o Clivet.

Per esempio, Shelly distingue esplicitamente le unità R290 e altri prodotti come alcune soluzioni Clivet per acqua calda sanitaria, che richiedono profili differenti.

La presenza di una porta RS-485, da sola, non dimostra la compatibilità.

Prima di procedere bisogna verificare:

  • modello esatto della pompa di calore;
  • modello del controller cablato;
  • documentazione tecnica;
  • tabella Modbus;
  • configurazione dell’impianto.

Questo è probabilmente il controllo più importante dell’intera installazione.

Cosa serve per collegare la pompa di calore a Shelly

La configurazione richiede alcuni elementi precisi.

Serve innanzitutto una pompa di calore compatibile e dotata del controller previsto dal profilo.

Occorrono poi:

  • un dispositivo Shelly Pro supportato;
  • il Shelly Pro Modbus Add-on;
  • un cavo adatto al collegamento RS-485;
  • firmware Shelly compatibile con Serial, Modbus RTU Client, Shelly Script e Virtual Components gestiti;
  • lo script dedicato pubblicato da Shelly.

La versione attuale utilizza nove Virtual Components gestiti direttamente dal firmware Shelly.

Questo dettaglio è importante soprattutto per chi aggiorna una precedente versione dello script, perché i vecchi componenti creati manualmente non vengono automaticamente riutilizzati.

Collegamento RS-485: attenzione ai morsetti

Nel profilo documentato da Shelly, il collegamento previsto associa i terminali del controller della pompa di calore al Modbus Add-on.

Lo schema indicativo è:

Controller pompa di caloreShelly Pro Modbus Add-on
H2 / A+A
H1 / B−B
Riferimento del segnale, se previstosecondo documentazione

Questo schema non deve però essere utilizzato alla cieca.

I morsetti devono essere verificati sul manuale specifico del controller installato, perché sigle apparentemente simili possono avere funzioni differenti su altre macchine.

Per il bus RS-485 è inoltre consigliabile utilizzare un cavo twistato e rispettare le indicazioni del costruttore relative a terminazione, schermatura e riferimento del segnale.

Un altro punto importante: Shelly raccomanda di mantenere un solo client Modbus attivo sul bus. Eventuali strumenti utilizzati durante la messa in servizio dovrebbero quindi essere scollegati prima di lasciare operativo il bridge Shelly.

Parametri Modbus utilizzati

La configurazione di riferimento utilizza:

  • protocollo Modbus RTU;
  • velocità di 9600 baud;
  • formato seriale 8N1;
  • lettura tramite funzione FC03;
  • scrittura tramite FC06 come impostazione predefinita;
  • intervallo di polling di circa 10 secondi.

L’indirizzo Modbus della pompa di calore, chiamato Slave ID, può essere selezionato direttamente da un componente virtuale Shelly.

Il valore ammesso va da 1 a 247.

È importante non confondere questo parametro con l’identificativo interno dell’interfaccia seriale Shelly.

Se, per esempio, il controller della pompa di calore è configurato all’indirizzo Modbus 16, nell’interfaccia Shelly bisognerà selezionare 16 come Slave ID.

Cambiare il valore in Shelly non modifica l’indirizzo fisico della pompa di calore: indica soltanto allo script quale dispositivo interrogare.

Cosa possiamo vedere e controllare

La soluzione crea nove componenti virtuali.

Questi consentono di raccogliere e organizzare informazioni e comandi direttamente nell’interfaccia Shelly.

Tra le principali funzioni troviamo:

  • attivazione o disattivazione della zona 1;
  • attivazione o disattivazione dell’acqua calda sanitaria;
  • selezione dello Slave ID Modbus;
  • regolazione della temperatura dell’acqua della zona 1;
  • regolazione del setpoint dell’acqua calda sanitaria;
  • temperatura dell’acqua in ingresso;
  • temperatura dell’acqua in uscita;
  • temperatura dell’accumulo, quando configurato;
  • stato e diagnostica del sistema.

Il componente dedicato allo stato può riportare informazioni particolarmente utili, come:

  • modalità operativa;
  • frequenza del compressore;
  • eventuale codice di errore;
  • versione del controller;
  • stato dello sbrinamento;
  • disponibilità della comunicazione Modbus.

Questo trasforma Shelly non soltanto in un’interfaccia di comando, ma anche in un piccolo pannello di diagnostica della pompa di calore.

Riscaldamento e acqua calda sanitaria

La soluzione permette di agire principalmente sulla zona 1 e sull’acqua calda sanitaria.

Per la zona di riscaldamento è possibile abilitare o disabilitare la richiesta e impostare la temperatura dell’acqua.

Per l’acqua calda sanitaria, quando nell’impianto è presente un accumulo compatibile e il relativo sensore è configurato correttamente, è possibile abilitare il servizio e modificare il setpoint.

Esistono però delle protezioni.

Lo script verifica lo stato del controller e i limiti di temperatura prima di applicare i comandi.

Per esempio, alcune modifiche del setpoint vengono bloccate se la macchina utilizza la compensazione climatica oppure se il controllo previsto dal profilo non corrisponde alla configurazione reale dell’impianto.

In presenza di un guasto attivo, i comandi vengono inoltre bloccati.

Sono limitazioni positive: una buona integrazione domotica non dovrebbe aggirare le protezioni native di una pompa di calore.

Controllo locale: perché è interessante

Uno degli aspetti più interessanti di questa soluzione è che la comunicazione tra Shelly e la pompa di calore avviene localmente attraverso RS-485.

Non serve quindi un account cloud della pompa di calore per interrogare il bus Modbus.

Questo significa che la gestione base continua a essere disponibile all’interno della rete e dell’impianto anche senza affidare la comunicazione tra i due dispositivi a un servizio remoto del produttore.

Naturalmente Shelly Smart Control può utilizzare il cloud Shelly per l’accesso remoto tramite app.

Sono però due aspetti distinti: la comunicazione Modbus con la pompa di calore avviene sul posto, mentre il cloud entra eventualmente in gioco per raggiungere Shelly da remoto.

Un caso pratico: usare il fotovoltaico per l’acqua calda

Qui la soluzione diventa particolarmente interessante.

Immaginiamo una casa con impianto fotovoltaico, pompa di calore Midea o Clivet compatibile e un sistema Shelly che misura importazione ed esportazione di energia.

Durante le ore centrali della giornata il fotovoltaico potrebbe produrre più energia di quella utilizzata dalla casa.

Una logica domotica potrebbe utilizzare quel surplus come segnale per anticipare o aumentare temporaneamente la produzione di acqua calda sanitaria, sempre entro i limiti consentiti dalla macchina e dall’impianto.

In questo modo parte dell’energia che sarebbe stata immessa in rete viene trasformata in energia termica accumulata nel bollitore.

Lo stesso principio può essere applicato alle fasce tariffarie: l’acqua calda potrebbe essere prodotta preferibilmente nelle ore meno costose.

Shelly cita proprio scenari di questo tipo, con programmazione ACS, fasce tariffarie e surplus fotovoltaico.

È possibile integrarla anche con Home Assistant?

La soluzione documentata da Shelly nasce per Shelly Smart Control e non deve essere presentata come una nuova integrazione Home Assistant specifica per Midea o Clivet.

Tuttavia, dal punto di vista progettuale è interessante anche per chi utilizza Home Assistant.

I dispositivi Shelly supportati possono infatti essere integrati in Home Assistant tramite l’integrazione Shelly, ma prima di progettare automazioni basate sui nove Virtual Components è opportuno verificare come la versione specifica del firmware Shelly e dell’integrazione Home Assistant esponga questi componenti.

In altre parole: il bridge Modbus funziona sul dispositivo Shelly, ma non bisogna dare per scontato che ogni componente virtuale dello script compaia automaticamente in Home Assistant esattamente come appare in Shelly Smart Control.

Per un’integrazione Home Assistant affidabile conviene quindi verificare prima le entità effettivamente esposte.

Sicurezza: partire in sola lettura

La procedura Shelly prevede una scelta molto sensata: iniziare con le scritture disabilitate.

Nello script, enableWrites dovrebbe inizialmente rimanere impostato su false.

In questa fase possiamo controllare:

  • comunicazione RS-485;
  • temperature rilevate;
  • modalità operativa;
  • versione del controller;
  • registri;
  • diagnostica.

Soltanto dopo aver verificato che i valori corrispondano a quelli mostrati dal controller fisico ha senso valutare l’attivazione dei comandi.

È un approccio che riduce notevolmente il rischio di inviare valori errati a causa di una mappa registri non corretta.

La nuova versione richiede ancora una verifica hardware

C’è infine un dettaglio importante da non trascurare.

Shelly dichiara che una precedente versione con indirizzo Modbus fisso è stata provata su una pompa di calore reale il 10 ottobre 2026.

La revisione più recente modifica invece la gestione dei Virtual Components e aggiunge lo Slave ID configurabile.

I test automatici sono stati superati, ma Shelly specifica che queste modifiche devono ancora essere nuovamente verificate con un test completo sul dispositivo reale.

Non significa che la soluzione sia inutilizzabile, ma è un’informazione importante soprattutto per chi pensa di utilizzarla in un impianto di produzione.

La prudenza migliore è quindi partire in lettura, confrontare tutti i dati con il controller originale e abilitare le scritture soltanto dopo aver verificato accuratamente la propria configurazione.

Vale la pena?

Per chi possiede una pompa di calore Midea R32 o un modello Clivet basato sulla piattaforma compatibile, questa soluzione Shelly è molto interessante.

Permette di accedere direttamente ai dati Modbus, visualizzare temperature e diagnostica e creare automazioni energetiche senza affidare la comunicazione della pompa di calore a un servizio cloud esterno.

Il vero limite è anche quello che bisogna ricordare prima di acquistare qualsiasi componente: la compatibilità dipende dalla mappa registri del controller, non semplicemente dal marchio della pompa di calore.

Se il proprio modello è compatibile, però, il collegamento tra Shelly, Modbus e pompa di calore apre scenari molto interessanti soprattutto per fotovoltaico, acqua calda sanitaria e gestione intelligente dei consumi.

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